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Tutta colpa di Marco Masini e dell’università

Quando avevo 10 anni in radio passavano le canzoni di Marco Masini ed io, del tutto ignara di ciò che questo avrebbe comportato nella mia vita da adulta, le cantavo appassionata a squarciagola (segue momento di imbarazzo!). Capirete bene da voi che crescere urlando sotto la doccia

Chi ti difenderà dal buio della notte
da questa vita che non dà
quel che promette

non è certo il miglior modo per augurarsi di diventare un adulto ottimista. Tuttavia io l’ottimismo credo di averlo ricevuto di default alla nascita e l’unica conseguenza di questa eroica esposizione a canzoni catastrofiche come la sopracitata T’innamorerai -nella quale si, per carità, Marco promette l’arrivo dell’amore a questa sconosciuta fanciulla, ma ci tiene a precisare che insieme all’amore arrivano anche tutte le sciagure dell’universo: il bastardo che racconta bugie, la solitudine, la vita traditrice, i piatti da lavare e l’invasione delle cavallette!- è che ho sviluppato una passione smodata per la musica triste. Ebbene si! Aggiungete a questo il fatto che mi sono laureata in archeologia ed amavo follemente la tragedia greca, che Aristotele considerava uno dei più potenti strumenti per raggiungere la catarsi. Il gioco è fatto: amo la musica triste e quando la ascolto mi sento felice!! Ognuno ha le sue stranezze del resto e, comunque, tutto questo preambolo (evviva il dono della sintesi per chi lo possiede!) serviva solo a raccontarvi che in questi giorni dai ritmi serratissimi e pieni di scadenze con il tic- tac- tic- tac- tic- tac che mi rimbombava in testa, mi sono letteralmente ammazzata di musica italiana indipendente, trascinandomi dietro il mio iPhone con su Spotify che andava a ruota libera. E pensavo fosse carino condividere con voi i brani che più amo e che hanno fatto da colonna sonora a questo folle periodo di cambiamenti e salti in alto. Che poi, ironia a parte, i testi che sto per suggerirvi saranno anche tristi, ma quanta verità e quanta poesia ci trovo dentro ragazzi miei!

Buon ascolto,

Vostra Sputnik.

 

Quella te, Gazzelle
Lei, Lui, Firenze, Brunori Sas
Del tempo che passa la felicità, Motta
Cosa mi manchi a fare, Calcutta
Restiamo in casa, Colapesce
C’eravamo abbastanza amati, Le luci della centrale elettrica
Naufragando, Management del dolore post operatorio
Controvento, Gnut
Usa tutto l’amore che porto, Cesare Basile
Baby building, Dente
Maledetto autunno, Dimartino

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