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Questa che state per leggere è una storia speciale in cui si parla si di lavoro, ma si parla anche, e soprattutto, di bellezza, di amicizia e di un misterioso complotto internazionale.

Tania e Renato (ndr. cuori e mani di Officine Gualandi) li ho conosciuti inizialmente solo tramite Instagram e mi sono subito innamorata delle loro creazioni (io poi, quando mi innamoro artisticamente di qualcuno, so per certo che nel 99% dei casi me ne innamorerò anche umanamente e credo che questo dipenda dal fatto che sono convinta che solo chi ha un bel cuore ed una bella anima possa dar vita a bellezza). Nel loro laboratorio romano, sperimentano diverse lavorazioni artigianali e si dedicano con particolare attenzione a quella della ceramica, con cui hanno dato vita ad una linea di accessori e complementi d’arredo in cui design e ricerca del colore si fondono a creare un linguaggio davvero unico. Cosi li ho contattati subito, perchè sentivo quell’inspiegabile bisogno fisico di avere una loro collana che solo una donna può capire. E dentro, nel frattempo, mi si agitava una vocina che però, ancora, non riuscivo bene a decifrare.

Era metà febbraio e dopo pochi giorni sarei partita per Roma per festeggiare, insieme ad altre amiche, i 40 anni di Manuela (ndr. Manuela è un’amica del cuore conosciuta su Instagram ormai ben 4 anni fa. Di quelle amicizie belle e speciali che, nonostante le distanze, resta e, anzi, cresce nel tempo a dimostrazione del fatto che anche i più bei rapporti possono nascere dietro lo schermo di uno smartphone).  E qui scatta la magia del caso, che, quando decide, ce la mette tutta perchè certe strade si incrocino. Manuela infatti, che tutto è tranne che una persona scontata e poco fantasiosa, per quella giornata di festa da condividere con noi amiche aveva pensato ad una sorpresa speciale, qualcosa di diverso e davvero divertente: un laboratorio di ceramica in una location romana super suggestiva. Ed è cosi che ci siamo ritrovate a nostra insaputa su una meravigliosa chiatta ancorata sulle sponde del Tevere a lavorare la ceramica proprio con Tania e Renato. Coincidenza? Destino? Complotto internazionale? Io credo sia stato un complotto internazionale ma purtroppo non ho mai trovato le prove che lo dimostrassero. So solo che quelle ore mi bastarono per capire che avevo ragione e dietro le splendide creazioni di Officine Gualandi c’erano proprio tutta la delicatezza, la simpatia, la gentilezza e la luce che avevo immaginato ed ho cominciato a sentire di nuovo quella vocina dentro, che stavolta però era assolutamente inequivocabile: desideravo lavorare con loro, dare vita a qualcosa di bello insieme!

Cosi quando sono rientrata a casa, ho subito contattato Tania e le ho parlato della mia idea di produrre una linea esclusiva delle loro collane per la mia collezione. Dopo meno di un minuto di telefonata stavamo entrambe saltellando dalla felicità e quello è stato il segnale, inequivocabile, che la nostra sarebbe stata un’unione davvero speciale.

E’ esattamente cosi, tra telefonate emozionate e messaggi pieni zeppi di cuori, che ha visto la luce la capsule di collane ispirata alle illustrazioni esclusive realizzate da “Le Petit Rabbit” per la Collezione s/s de “La Ragazza dello Sputnik”. Tre diverse collane realizzate in una formula a tre elementi unica tra i modelli progettati fino ad ora da Officine Gualandi che, con il loro carattere e la loro semplicità, impreziosiscono in modo davvero originale i capi che ho realizzato per la nostra primavera.

Ancora una volta, come sempre nella mia vita, lavoro e vita privata si sono magicamente fusi dando vita ad una meravigliosa collaborazione ed al germe prezioso di quella che può diventare proprio una bellissima amicizia.

Con il cuore grato,

Tua Sputnik.

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