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L’isola che c’è

Vi porto con me in un luogo magico, avamposto di bellezza sul mare, dove tutto sembra sospeso tra il rumore delle onde che sbattono sugli scogli alla sera e il silenzio, inviolabile, delle reti lasciate al sole ad asciugare.

Sono nata su un’isola e, nonostante tutto, non avevo mai davvero compreso quanto complesso e affascinante potesse essere il significato della parola ISOLA. La verità è che la Sicilia è troppo grande per percepirne la condizione insulare e le distanze nel mondo ormai sempre più piccole per sentire come ‘confine’ il mare che circonda la mia terra. Poi sono stata a Marettimo e mi sono bastati pochi minuti sulla banchina del suo piccolo, silenzioso porticciolo per comprendere tutto.

Ho trascorso un fine settimana a Marettimo proprio pochi giorni fa, in occasione del mio compleanno. Passare il weekend fuori quando arriva il mio turno di spegnere le candeline è ormai diventata una piccola tradizione d’amore per me e Leonardo. Festeggiamo un nuovo anno che comincia per me e l’inizio di una nuova estate insieme per noi due. Ci piace viaggiare e non lo facciamo quanto vorremmo, per questo abbiamo deciso che questa sarebbe diventata una tradizione per noi e cosi, dopo averla inaugurata lo scorso anno con una piccola vacanza a Favignana, questa volta abbiamo deciso di visitare Marettimo che, nè lui nè io avevamo mai visitato prima.

Erano le 10 del mattino quando siamo arrivati al porticciolo con l’aliscafo. Abbiamo trovato una Marettimo soleggiata e calda, brulicante di vita e nonostante tutto silenziosa e raccolta…ci sono voluti appena pochi secondi perchè ce ne innamorassimo perdutamente.

Marettimo è un’isola davvero piccolina. Il borgo si sviluppa alle spalle del porticciolo e tutt’intorno è montagne, boschi e scogliere a strapiombo sul mare. Per raggiungere l’alloggio abbiamo attraversato, in lunghezza, tutto il paesino. Avevamo ancora con noi i borsoni e quel giorno il sole era molto caldo, eppure non si poteva resistere al desiderio di fermarsi a fotografare i mille scorci incantati di quelle viuzze. Anche voi, quando camminate per strade sconosciute, subite il fascino delle porte che sanno raccontare storie meravigliose? Io sono stata immediatamente rapita dalla bellezza delle tende mosse dal morbido vento di ponente e dal blu del mare, un pò sbiadito dal sole, che colora le case della gente del posto e rende tutto leggero e felice…un avamposto di bellezza sul mare, non mentivo.

Una volta liberatici dai nostri borsoni, eravamo pronti a scoprire l’isola. Sapevamo già che la nostra sarebbe stata una vacanza un pò diversa dalle altre e che non avremmo passato le nostre giornate stesi sulla spiaggia come le lucertole, ma non sapevamo ancora che quei due giorni a Marettimo ci avrebbero svelato la formula vincente per le nostre partenze migliori.

L’isola è ancora selvaggia e incontaminata, ricchisima di grotte e di avvincenti percorsi di trekking immersi nella natura e, proprio per la sua conformazione, presenta pochissime spiagge raggiungibili da terra. Ma noi eravamo preparati a questo ed avevamo già compilato una lista delle cose da fare nelle nostre 48 ore di evasione.

  1. Per cominciare, trekking sfrenato. Non lo avrei mai detto ma fare trekking in giro per l’isola, nonostante i 50 gradi all’ombra, è stato PAZ ZE SCO!!! Io e Leonardo non siamo affatto dei cultori di questa attività, direi anzi che noi stiamo al trekking come le foche bianche stanno al Madagascar, e giuro che se scopro che in Madagascar vivono le foche bianche chiudo all’istante questo blog! Abbiamo avuto modo di scoprire dei posti meravigliosi, di farci avvolgere dai colori e dai profumi dell’isola e di guardare il mare e le sue mille sfumature di blu dall’alto… da molto in alto. I percorsi di trekking sull’isola sono diversi, alcuni più agevoli e altri più impegnativi e per decidere in quali missioni avventurarci abbiamo consultato questo sito. Il primo giorno, poichè il vento non consentiva di uscire in barca, ci siamo avventurati nel percorso per Punta Troia che conduce fino al Castello (itinerario n. 1) e abbiamo potuto godere del panorama sull’isola dal versante di levante. Difficoltà medio- alta visto che in alcuni punti la strada è molto sdrucciolevole ed a strabiombo sul mare e io, lo confesso, ho avuto voglia di piangere.
  2. Giro in barca per visitare le numerose grotte che costellano i versanti dell’isola. Il giro in barca lo abbiamo riservato al nostro secondo giorno di permanenzaa, su consiglio dei pescatori, conoscitori indiscussi dei venti e delle correnti. Avevamo programmato un giro lungo, con partenza dallo Scalo Vecchio alle 10, rientro alle 16 del pomeriggio e sosta in diverse calette lungo la navigazione. Prima di partire però ci siamo armati di scarpe da ginnastica e abbiamo stravolto i nostri piani. Il nostro giro in barca, che ci ha condotti dentro meravigliose grotte dalle acque  turchesi, non si è concluso, infatti, con il rientro allo scalo. Abbiamo deciso che non avremmo completato il periplo di Marettimo ma ci saremmo fatti lasciare al Faro (luogo in cui gli abitanti del luogo dicono risieda l’anima dell’isola), che si trova esattamente sul versante opposto rispetto a quello del paese e, da là, avremmo camminato per circa 2 ore e mezza attraverso una meravigliosa pineta a strapiombo sul mare per rientrare al nostro alloggio ( itinerario di trekking n.4) . Percorso consigliatissimo, impegnativo per la durata ma non per la difficoltà e davvero, davvero suggestivo.
  3. Visita al sito archeologico di ‘Case Romane’. Da vera archeologa quale sono, non potevo affatto esimermi dal visitare questo complesso di epoca romana che sovrasta il paese e dall’alto della sua posizione domina la costa. Dal sito si vedono all’orizzonte distintamente Favignana, Levanzo e Trapani e difatti gli edifici ancora visibili sono edifici militari con tutta probabilità costruiti a scopo strategico. Accanto al sito sorge una chiesetta bizantina davvero suggestiva, dietro il cui altare si apre una piccola finestrella sul mare. Per giungere al sito si percorre un ennesimo itinerario di trekking, di breve durata (circa 45 minuti) ma intenso per la pendenza del tragitto. Noi ci siamo concessi questa visita il giorno della nostra partenza, per salutare degnamente questo posto magico che ci ha regalato tanta bellezza.
  4. Concederci momenti di massima leggerezza davanti ad un bicchiere di vino e a del buon cibo. Questa, capirete bene, è stata la parte del viaggio a dispendio energetico zero e massima resa. Abbiamo trovato un piccolo bar, proprio vicino al nostro alloggio, dove ci siamo regalati dei momenti di riposo davanti ad una buonissima granita o ad un buon gelato, dopo le nostre lunghe camminate. Se andate a Marettimo, provate anche voi le granite del Caffè Tramontana e poi ditemi se non sono tra le più buone che abbiate mai mangiato. E per cenare vi consiglio di passare da ‘Il Pirata’ e provare, oltre alla famosissima pasta all’aragosta tipica dell’isola, anche la zuppa di moscardini…io me la sogno ancora la notte, ve lo giuro. In paese, poi, si trovano delle piccole botteghe che vendono i prodotti tipici marettimesi a base per lo più di tonno.

Nei nostri piani dovevano essere due giorni bellissimi, nella realtà sono stati MA GI CI! Perchè se tutto quello che vi ho descritto può già sembrare stupendo cosi, da leggere tra le righe di un post, dovete immaginare di viverlo immersi in una condizione di pace e leggerezza che a me, personalmente, rarissime volte è capitato di vivere nei posti che ho visitato. Marettimo sembra avvolta in una bolla fuori dal tempo, dove le giornate trascorrono cucendo davanti alle porte le reti strappate, dove i bambini improvvisano bancarelle per strada vendendo sassolini levigati dalle onde e dove i cani vivono completamente liberi tra un bagno a mare e un pisolino all’ombra nei momenti di maggiore calura. Si, avete capito bene, l’isola è abitata da una grande comunità di cani (per lo più cocker spaniel) che scorazzano felici per le viuzze del paese e accompagnano i turisti durante le loro passeggiate. Secondo voi, come potevo non innamorarmi perdutamente di questa isola??

La cosa che mi ha maggiormente stupito di queste giornate felici è stata la sensazione di benessere e la grande energia che ci hanno accompagnato al nostro rinetro a casa.

Abbiamo vissuto l’isola senza risparmiarci, abbiamo percorso chilometri e chilometri attraverso percorsi impervi, ci siamo bruciati la pelle sotto il sole e, nonostante tutto questo, la stanchezza non ci ha mai sopraffatti. La curiosità di scoprire nuovi angoli di bellezza e la possibilità di riempirci gli occhi di nuovi colori e le narici di nuovi profumi ci hanno regalato un vigore ed una felicità che mai avrei pensato.

E mi sono resa conto di quanto la fatica fisica si riveli una strada per l’appagamento della mente, di quanto stare sdraiati sul divano col telefono in mano ci faccia sentire più stanchi e scarichi di quando camminiamo per ore scalando una montagna. Perchè quello che ci manca, sul divano, è la possibilità di guardarci intorno, di scoprire colori nuovi, di annusare profumi nuovi.

Io e Leonardo, dopo 2 anni dall’inizio della nostra relazione e diverse gitarelle fuori porta, abbiamo finalmente scoperto la formula vincente dei nostri viaggi insieme. Non siamo fatti per i lidi balneari o le vacanze da villaggio turistico…abbiamo bisogno di esplorare, di perderci, di guardare curiosi, di sudare e arrampicarci, di sentire le gambe che spingono verso nuovi traguardi, di non risparmiarci…mai!

Con i piedi per terra stateci voi, che io voglio vedere il mare

Vi lascio con un brano dei miei cantautori del cuore che parla di un amore, di un’isola e del mare.

Buona vita viaggiatori, vostra Sputnik.

Case a strapiombo sull’acqua,
frammenti di vetri, coralli e conchiglie.
Sul molo c’è un cane che abbaia a Ulisse
e a quello che resta della civiltà.

Un motoscafo dipinto di fiori
disegna una strada che uccide i gabbiani,
le statue di sale che fanno i bambini,
le spazzerà il vento che viene e che va.

C’è una ragazza di Roma
che arriva ogni anno,
porta un cappello di paglia si fida di me
ma poi l’inverno la porta lontano.

E ogni volta che mi lascia si dimentica
che noi, ci siamo sporcati sangue e sabbia e poi
abbiamo lasciato alle spalle il mondo ormai,
siamo solo una storia del mare.

Isola di pescispada,
ciclopi che dormono sotto i vulcani,
turismo di massa turismo e corrente
di gente che viene e poi se ne va.

C’è una ragazza perduta
sorride ogni anno,
punta nel cielo la stella
che ha scelto per me,
no io non sopporto davvero l’inverno

E ogni volta che mi lascia si dimentica
che noi, ci siamo sporcati sangue e sabbia e poi
abbiamo lasciato alle spalle il mondo ormai,
siamo solo una storia del mare.

E ogni volta che l’inverno si dimentica di noi
dell’acqua, del sangue, del paradiso che
ci siamo inventati e che invece adesso è
solamente una storia del mare.

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