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Di quella volta che ho compreso che se guardi sempre in basso per paura di perdere la strada ti perdi la meraviglia del sole sul viso.

Un mese fa me ne stavo qui, sul divano di casa, esattamente nella stessa posizione in cui mi trovo adesso… piedi poggiati sul tavolino, pc sulle gambe, pelosetta rigorosamente sdraiata al mio fianco e un universo di foglietti volanti e quaderni aperti poggiati sul pavimento. Ero felicissima e speranzosa. Mi separavano solo pochi giorni da un importante appuntamento di lavoro e me ne stavo qua a fare programmi e programmi su tutto quello che ne sarebbe venuto dopo.

Io, ad essere onesti, più che far programmi, stavo girando un’intera serie Tv di almeno 45 stagioni ed avevo già scelto attori protagonisti, comparse, ambientazione, intrecci, costumiste, colonna sonora, e soprattutto finale. Mi ero anche preparata un discorsetto di poche righe da leggere durante la cerimonia degli Oscar se mai ce ne fosse stata occasione, ma avevo ‘leggermente’ sottovalutato il fatto che, in realtà, nella vita le cose non vanno sempre proprio come noi vorremmo. Questo , a 34 anni, dovrebbe essere un concetto ormai ben assodato, anche perchè se cosi non fosse le maschere per capelli sconfiggerebbero davvero le mie doppie punte, brucerei almeno 5000 calorie facendo le scale per salire a casa, i pochi grattaevinci che compro sarebbero tutti milionari e le Cicale si cucirebbero con la sola imposizione delle mani. Ma io, purtroppo, con questa benedetta smania di controllare le cose e provare in ogni modo a programmarle ci convivo da sempre. Figuratevi che ogni volta che Leonardo non risponde ad una mia domanda come io mi aspetto che faccia, nella mia mente  immagino di correre furiosa in camera da letto a riempire il borsone con la sua roba per buttarlo fuori da casa perchè ‘ma come cavolo ti permetti, umano, a violare i miei film mentali dandomi delle risposte che io non avevo preventivato e non ti ho autorizzato a darmi?’. Nella realtà, poi, tengo solo il muso e faccio la sostenuta per qualche minuto (ok, qualche ora e certe volte qualche giorno ma non c’è bisogno di puntualizzare!), ma questa è un’altra storia. Tuttavia tanto basta a farvi comprendere che non sono proprio la regina del ‘prendiamo le cose cosi come vengono’.

E invece questa volta ho dovuto farci i conti duramente con la vita che cambia direzione all’improvviso e ci lascia là in piedi davanti ad un vicolo cieco, come degli stupidi, senza darci neppure una spiegazione. Proprio il giorno in cui avrei dovuto prendere l’aereo per Roma per andare a seguire un corso di perfezionamento in pelletteria e modellistica per borse e accessori, io, che tutto sono tranne che una donnina delicata e cagionevole, mi sono beccata un brutto virus gastrointestinale che mi ha costretta a letto per 4 giorni quasi incapace di intendere e di volere per la debolezza. Ci tengo a dirvi che io il virus gastrointestinale non lo avevo mai avuto in tutta la mia vita e credo che questo basti a farvi comprendre la frustrazione, la delusione  e il senso di disdetta che ho provato.

Quando ho iniziato a recuperare energie ed a realizzare che tutti i progetti che avevo fatto relativamente al corso erano andati in fumo, mi sono sentita letteralmente paralizzata. No, non voglio essere tragica, ve lo giuro, semplicemente non avevo calcolato nessun piano B da attuare in caso di emergenza e mi ero anche talmente tanto esposta con voi da non riuscire proprio a considerare il fatto di riprendere le cose esattamente da dove le avevo lasciate pochi giorni prima.

Ogni cosa nella vita risponde sempre ad un progetto preciso, anche quando noi quel progetto non riusciamo a vederlo.

Questa è la frase che mi sono sentita dire più volte in quei giorni. La frase che ripetevo io, invece, era una fantasiosa combinazione di parolacce in tutte le lingue del mondo con diversi vaffanculo periodici.

C’ho messo giorni a tornare calma, a sedermi con un bel quaderno in mano ed a fare nuovamente il punto della situazione e mi sono resa conto di alcune cose che avevo perso di vista e che invece sono sempre e comunque la chiave di tutto nella vita. Volete sapere quali? Ve le confido.

  • La forma non potrà mai essere più importante della sostanza, mai. E cosi magari le mie borse non avranno ancora per un pò quel dettaglio super stiloso che nella mia mente le avrebbe rese migliori, ma avranno dettagli speciali e molto più importanti a renderle uniche… il grande studio che riservo loro, il desiderio di creare qualcosa di davvero adatto a voi e la passione che resta sempre la grande forza a muovere questo mio mondo di stoffa colorata. La forma potrà anche cambiare quando sarà il momento, ma la sostanza sono comunque io e stavo quasi per dimenticarmene. Consapevole di questa importante verità, mi sono seduta di nuovo alla mia macchina da cucire e ho ripreso a produrre ciò che stavate aspettando con ansia. E cosi a giorni sullo shop troverete alcuni modelli ormai per voi familiari e qualche rivisitazione, come la nuova #coccinella che arriva finalmente in tanti colori dell’estate.
  • Non è vero che nella vita passa un solo treno. Di treni ne passano diversi, semplicemente alcuni stanno fermi più a lungo in stazione e abbiamo tutto il tempo di salire in carrozza le nostre valigie per viaggiare comodi, altri invece ci tocca rincorrerli affannandoci e riusciamo a salirci su proprio per un pelo. Mentre scrivo queste cose penso che mi immaginiate nei panni di suor Carla da Sputnik, illuminata da una luce brillante mentre dispenso perle di saggezza sulla meraviglia della vita e sui massimi sistemi dell’universo ma voglio rassicurarvi, sono sempre io, la tipa buffoncella un pò maschiaccia che dice troppe parolacce e porta un anello al naso. A questa storia del treno però io ci credo davvero perché in fondo, se ci pensate, equivale esattamente a quella del ‘volere è potere’ ed io posso capire che non vi immaginiate  a correre agili come gazzelle dietro un treno già partito, ma converrete invece con me sul fatto che molte conquiste della nostra vita sono il risultato della volontà e della determinazione. E siccome questo corso io desidero fortemente riuscire a seguirlo, credetemi se vi dico che appena il treno passerà di nuovo, io mi ci butterò sopra col paracadute a costo di non perderlo.
  • Quando progettiamo in modo maniacale lasciamo per strada un’infinità di bellezza. E’ un pò come dire che se ci fissiamo troppo sulla meta, ci perdiamo la meraviglia del viaggio. E qui arriviamo al punto per me forse più delicato perché sebbene io abbia compreso davvero il senso di questa scoperta, devo comunque un pò sforzarmi per smontare un modo di vivere che nel tempo è diventato ben strutturato e consolidato. Come penso di risolvere questo problema? Probabilmente trovando quello che per me sarà il giusto equilibrio tra il programmare e il vivere le cose giorno per giorno, tra il fissare la meta e il godermi comunque il percorso. Perchè alla fine posso anche sforzarmi di progettare tutto nel minimo dettaglio, ma resta il fatto che il mondo là fuori è un mondo tutto da vivere e non possiamo farlo con la presunzione di sapere cosa ha in serbo per noi.

Ci sono arrivata coi miei tempi a comprendere che anche quello che sfugge al nostro controllo può comunque celare in sè grandi sorprese e che la parola imprevisto non ha sempre l’accezione negativa che le diamo, ma ci sono comunque arrivata. Ora, per non correre più il rischio di sentirmi di nuovo paralizzata di fronte a ciò che non va come lo avevo immaginato io, non mi resta che esercitarmi ed esercitarmi ancora nell’arte di non programmare e forse, cosi facendo, mi risparmierò anche di fare almeno 10 borsoni al giorno per buttare fuori casa Leonardo.

Vi lascio con una canzone che amo che parla proprio della bellezza di godersi la strada, perchè spesso ciò che conta è proprio andare e dove diventa del tutto relativo.

Con affetto,

la vostra imprevista Sputnik.

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